Cilento Capitale: la bellezza che varca i confini e conquista Roma  

Una manifestazione dedicata al Cilento in uno scenario storico, l’ex Mattatoio nel quartiere Testaccio di Roma. Un modo per unire sapori, natura, turismo e cultura di una delle terre più belle del Sud Italia. E’ stato questo il leit-motiv di “Cilento Capitale” la due giorni organizzata da Antonio D’Agosto il 20 e 21 maggio, grazie all’intesa tra l’associazione Cilento Capitale, il primo Municipio di Roma, l’Ente Parco, Fondazione Grande Lucania e i Comuni di Morigerati, San Giovanni a Piro, Moio della Civitella e Ascea. Uno spazio nel quale cantine, produttori, start up, case editrici e borghi si sono aperti e messi in vetrina, attraverso degustazioni e racconti. Un evento alla sua seconda edizione, che si pone l’obiettivo di valorizzare il Cilento anche attraverso l’enogastronomia, a cominciare dall’olio e dalla vite, preziosità del territorio patria della Dieta Mediterranea, patrimonio dell’Unesco. E ha trascinato con sé anche altri prodotti della gastronomia cilentana d’eccellenza (ad esempio il rinomato miele di Roccagloriosa dell’azienda Cavalieri) e le bellezze naturali e paesaggistiche (gli splendidi scenari di Pollica, Morigerati e San Giovanni a Piro). In sostanza, una manifestazione in grado di unire cultura, turismo, identità ed enogastronomia, con una visione ampia che varca i confini locali e si apre a tutta Italia e anche al resto d’Europa. Una lente di ingrandimento per curiosare tra le tante realtà che il Cilento possiede e custodisce con cura. Un territorio, riconosciuto patrimonio Unesco, che sa regalare ai visitatori nuove prospettive tra sapori, natura e il suo grande passato.

Un palinsesto all’insegna delle trame golose del territorio. Dall’olio extravergine d’oliva di Nicolangelo Marsicani, premiato miglior frantoio d’Italia dal Gambero Rosso, ai vini del brigante Mario Notaroberto dell’azienda Albamarina. Dalla novità del territorio con la cioccolata di castagne, la Castanella di Cuccaro Vetere, all’esperimento dei sughi pronti di Treccellenze, con il pomodoro del piennolo. In vetrina anche i fichi di Murikè e i salumi dell’azienda Cellito, le birre artigianali del birrificio Fiej di Castelnuovo Cilento, i formaggi del caseificio Le starze, le produzioni dedicate ai fichi di Giuseppe Pastore. Il Cilento si è conquistato una posizione di vertice non solo nel mondo enogastronomico, ma anche in quello esperienziale grazie ad alcune sue startup, Cloe Cilento Land of Experiences e Bed&Experience. A Cilento Capitale anche la casa editrice Edizioni dell’Ippogrifo con la sua ultima novità, il libro dedicato alla Cipolla di Vatolla. Le bellezze di Pollica con Pollica Città Slow, Villa Canniclo, quelle di Morigerati con Paese Ambiente e Oasi wwf Morigerati. Alla due giorni anche il laboratorio di Liuteria dei fratelli Di Lucia di Ortodonico. Tra i produttori anche Nino D’Agosto con Mirò, i salumi di Pantaleo De Marco, l’azienda agricola Marrone Carciofo di Pertosa, Casebianche e De Conciliis. Tra i presidi Slow Food Donatella Marino con le Alici di Menaica, i ceci di Cicerale di Denazzano, i fagioli di Controne di Michele Ferrante e i tonni del laboratorio di Palinuro Aura Cilento di Luca Cella, tutti con Cibbì, bottega di prodotti tipici cilentani, un viaggio firmato Antonio D’Agosto alla scoperta della bellezza del territorio.

Marianna Vallone (Giornale del Cilento)

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